Argomenti quotidiani:

Telelavoro, dipendenti a casa per il coronavirus

Telelavoro, dipendenti a casa per il coronavirus

Data: 26 Febbraio 2020 15:28

La compagnia petrolifera statunitense Chevron ha chiuso la sua sede di Londra nel quartiere di Canary Wharf, dopo che due dipendenti sono tornati dalle vacanze in zone colpite dall'epidemia da coronavirus e hanno mostrato sintomi. La compagnia, ha riferito Bbc, ha mandato circa 300 dipendenti a casa dagli uffici e chiesto a tutti di effettuare il telelavoro. "Continuiamo a monitorare la situazione molto da vicino, usando le linee guida delle autorità sanitarie internazionali e locali", ha detto una portavoce a Daily Mail.
 
Direttiva in Italia per telelavoro nella P.A.
In Italia si guarda al telelavoro nella pubblica amministrazione come possibile soluzione in determinati casi. E c’è una direttiva in questo senso del ministro Dadone.
 
Anche nella P.A. privilegiare "modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa", favorendo chi ha patologie, i pendolari e quelli su cui grava la cura dei figli. Invito a "potenziare il ricorso al lavoro agile". Anche per convegni e riunioni viene raccomandata la "modalità telematica".  Lo stabilisce la direttiva firmata dalla ministra della P.A, Fabiana Dadone, con le "prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 fuori dai comuni interessati di Veneto e Lombardia.
 
"Siamo di fronte a un documento di indirizzo che forniamo alle amministrazioni a tutela di lavoratori e cittadini. Stiamo mettendo in atto tutte le misure che servono a bilanciare l'imprescindibile esigenza di proteggere la salute e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro con la necessità di mandare avanti la complessa macchina dello Stato e di assicurare i servizi essenziali, di cui il Paese ha comunque bisogno", spiega la ministra della P.A., Fabiana Dadone, in una nota. "Ma stiamo anche lavorando - torna a sottolineare - a una norma che possa dare piena protezione professionale ai dipendenti della P.A. che saranno costretti ad assentarsi per cause di forza maggiore. Andiamo avanti con decisione e razionalità per rispondere al meglio all'epidemia da coronavirus". Nella direttiva tra l'altro viene data, si evidenzia nella nota del ministero, "preferenza per riunioni, convegni e momenti formativi svolti con modalità telematiche che possono sostituire anche gran parte delle missioni nazionali e internazionali, escluse quelle strettamente indispensabili. E si rimarca: "Soltanto per specifiche attività e laddove l'autorità sanitaria lo prescriva, di protezione individuale come mascherine e guanti monouso". È inoltre prevista la "diffusione del decalogo di regole di comportamento utili alla sicurezza dei pubblici dipendenti e dell'utenza".
 
“Messa alla prova la sicurezza del lavoro a distanza”
Certamente con il lavoro a distanza si aprono scenari complessi per la protezione dei dati come fa notare Acronis, tra i leader mondiali nella cyber protection, in un comunicato. “Molte imprese si rivolgono alla videoconferenza, alla sincronizzazione e alla condivisione dei file e ad altre soluzioni di lavoro a distanza. Il mercato globale della sincronizzazione e condivisione dei file aziendali dovrebbe raggiungere 24,4 miliardi di dollari entro il 2027 rispetto ai 3,4 miliardi del 2018”.

Il fatto è, prosegue la nota, che adesso “le aziende devono implementare questa tecnologia in modo che i dipendenti possano lavorare da casa e al contempo accedere e trasferire i dati in modo sicuro e protetto. Mentre alcuni datori di lavoro temono che il lavoro a distanza crei un calo delle prestazioni dei dipendenti, oggi la preoccupazione maggiore è  - in realtà – quella di mettere in sicurezza i dati. Per ciò che concerne la rete aziendale, i team IT possono facilmente proteggere i dispositivi dei professionisti, ma ciò diventa molto più difficile da fare quando un dipendente accede al sistema dall'esterno della rete. Al di fuori della rete aziendale, i dispositivi sono facilmente soggetti agli attacchi di terze parti e di criminali informatici. Attaccare questi endpoint non tutelati può rivelare ai criminali informatici le credenziali di accesso del dipendente, creando così ai medesimi un varco per accedere al sistema delle società o persino per utilizzare il virus informatico per bloccare i dati aziendali”.


Tags:  Telelavoro dipendenti a casa per il coronavirus


COMMENTI


Notizie popolari

NOVITÀ LAST MINUTE