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Coronavirus, morto uno dei due contagiati in Veneto

Coronavirus, morto uno dei due contagiati in Veneto

Data: 21 Febbraio 2020 23:24

Il premier Giuseppe Conte presiede un vertice notturno nella sede della Protezione civile: la riunione urgente è stata convocata dopo l'esplosione dei casi di coronavirus nel nord Italia. Al tavolo del comitato operativo anche i ministri degli Esteri, Luigi Di Maio, e della Salute, Roberto Speranza, oltre al commissario straordinario e capo dipartimento, Angelo Borrelli. In collegamento telefonico anche i governatori del Veneto Zaia e della Lombardia Fontana.

Speranza a Milano
Abbiamo preparato "un piano che ha chiaramente delle immediate scelte, che riguardano il territorio che è stato circoscritto, perché l'obiettivo essenziale è quello di circoscrivere quest'area, trattenerlo in una specifica area geografica": è quanto ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, in una conferenza stampa a Milano. Il piano, a doppia firma tra il ministro della Salute e del presidente della Regione, prevede la sospensione delle attività lavorative delle imprese e delle attività scolastiche. "Metterà in campo in un'area di dieci Comuni potenzialmente interessati dal contagio - ha precisato Speranza -, l'immediata sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, di tutte le attività commerciali e lavorative per le imprese della zona, favorendo modalità come il telelavoro, e la sospensione delle attività ludico-sportive ed educative dell'infanzia".

"Le misure messe in campo dall'Italia- ha quindi aggiunto il ministro-, sono al più alto livello europeo, ma probabilmente anche globale. Abbiamo preso qualche critica, sia sulla questione quarantena sia sui voli, siamo gli unici in Europa a farlo e penso sia giusto: a chi portava dubbi sul piano delle relazioni diplomatiche ed economiche, ripeto che queste sono fondamentali ma la salute viene prima di tutto".

Tra Lombardia e Veneto 17 contagiati
Due mesi dopo il primo caso registrato a Wuhan, il coronavirus esplode anche in Italia: 17 sono i contagiati individuati al momento tra Lombardia (15) e Veneto (2, nel Padovano) in meno di 24 ore, ma centinaia di persone che hanno avuto contatti diretti con loro sono in attesa di conoscere i risultati dei test e più di 50 mila cittadini in provincia di Lodi sono, di fatto, in quarantena a casa loro. La situazione è complicata, anche perché non è ancora stato individuato con certezza il 'portatore', o i portatori a questo punto, del virus. Che, dunque, potrebbero aver contagiato altre decine di persone in diverse parti d'Italia. 

Il 'caso indice': il 38 enne di Codogno
E' un 38 enne di Codogno che martedì 18 si è presentato all'ospedale con sintomi influenzali ma che, al termine della visita, è stato rimandato a casa. Il giorno dopo l'uomo è tornato e questa volta è stato ricoverato fino a giovedì sera, quando i test hanno dato il responso: positivo al coronavirus. Immediato è scattato l'isolamento al Sacco di Milano. Ma era già tardi. Nei giorni precedenti il 38enne ha infatti condotto la vita di tutti i giorni, incontrando decine di persone: è andato al lavoro, nel reparto amministrazione dell'Unilever di Casalpusterlengo, ha partecipato a due corse -una mezza maratona a Santa Margherita Ligure il 2 febbraio e una il 9 con la sua squadra a Sant'Angelo Lodigiano - ha giocato a calcetto, è stato ad almeno tre cene e incontri di lavoro.

Come ha preso il virus? Al momento l'ipotesi prevalente è che possa esser stato contagiato durante una cena con un suo amico. Quest'ultimo, un italiano che lavora per la 'Mae' di Fiorenzuola d'Arda, in provincia di Piacenza, è rientrato dalla Cina il 21 gennaio. Agli inizi di febbraio, tra l'1 e l'8, ha accusato dei sintomi influenzali e proprio in quei giorni ha incontrato il 38enne. L'uomo è però risultato negativo ai test, il che può significare solo due cose: o non è lui il portatore o ha avuto il virus, è guarito e ha sviluppato degli anticorpi. Lo diranno i risultati degli esami del sangue in corso allo Spallanzani.  Quel che però è già certo è che dal 38enne il virus si è diffuso in almeno altre 13 persone tra cui la moglie, un'insegnante che è in maternità e solo per questo non ha avuto contatti con gli studenti. "Nostro figlio è gravissimo- confermano i genitori dell'uomo, in auto-quarantena a casa - è intubato, è una cosa penosa, siamo distrutti".

Gli altri contagiati
La moglie, dunque, un suo amico con cui corre abitualmente, 5 tra medici e sanitari, e 3 pazienti dell'ospedale di Codogno. Gli ultimi tre positivi al momento in provincia di Lodi sono 3 anziani tra i 70 e gli 80 anni, clienti di un bar di Codogno: non hanno avuto alcun rapporto diretto con lui ma li hanno avuti con l'amico con cui corre, che è il figlio del titolare del bar. Sono tutti in condizione "serie" dicono i medici. Il nuovo paziente sarebbe una persona della zona, della quale sono ancora da ricostruire gli eventuali collegamenti con gli altri contagiati.

Misure restrittive in 10 comuni
Il lavoro che si sta facendo ora è ricostruire tutti i contatti avuti da queste persone. Che sono centinaia se non migliaia. Tanto per essere chiari: solo il 38enne ha avuto rapporti con 120 colleghi dell'Unilever, 70 tra medici e personale sanitario e 80 persone che fanno parte della sua più stretta cerchia, a partire dai 40 della sua squadra di corsa. Ecco perché la Regione, d'intesa con il Governo, non ha potuto far altro che far scattare una serie di "misure restrittive" in 10 comuni, un'area dove abitano 50mila persone: Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d'Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano sono in isolamento.

Trenord chiude alcune stazioni locali

Trenord ha disposto da domani la chiusura delle stazioni di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo dando seguito all'ordinanza emessa oggi dalla Regione Lombardia che al punto 8 indica la 'interdizione dei mezzi pubblici'.

In particolare i treni della linea Milano-Piacenza non effettueranno fermata a Codogno e Casalpusterlengo; i treni della Mantova-Cremona-Milano non fermeranno a Codogno. Il servizio è sospeso totalmente sulle linee Pavia-Codogno e Cremona-Codogno. A seguito dell'ordinanza inoltre sarà sospesa l'attività di biglietteria presso le stazioni di Codogno e Casalpusterlengo. "Il provvedimento sarà in vigore fino a nuova comunicazione da parte dell'autorità", si legge nella nota diramata da Trenord.

I due casi del Padovano
"Queste due persone hanno avuto dei contatti in loco, non sono andate in Cina, non sono il classico caso sospetto. Venivano dall'ospedale di Schiavonia, uno dei due era curato per una normale influenza. Sono ricoverati in Azienda ospedaliera a Padova con tutte le procedure previste dalla task force - ha detto Zaia - Stiamo lavorando anche sul fronte dell'eventuale necessità di una struttura dedicata a eventuali contagiati, perché non sappiamo qual è l'entità del contagio. La procedura andrà a pescare tutte le persone che hanno avuto un contatto, i cittadini sono stati curati per normali patologie, sono state applicate tutte le direttive dell'Oms, si tratterà di capire che tipo di contatto hanno avuto". 

L'ordinanza di Zaia e Speranza
Sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche a Vo' Euganeo, comprese quelle di natura religiosa, delle attività commerciali ad esclusione dei servizi essenziali, e delle attività lavorative per i lavoratori residenti anche al di fuori dell'area, delle attività ludiche (anche le feste di Carnevale) e sportive, delle scuole di ogni ordine e grado, anche per gli studenti che devono frequentare le scuole al di fuori del Comune; interdizione delle fermate dei mezzi pubblici e possibilità di screening per tutta la
popolazione.

Sono le principali misure contenute nell'ordinanza per l'emergenza Coronavirus nel comune padovano, firmata dal governatore Luca Zaia e dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Le misure hanno effetto immediato per 14 giorni a partire dal 19 febbraio, giorno in cui è comparsa la sintomatologia. Per i contatti stretti dei due contagiati ci saranno misure più restrittive: sono in isolamento fiduciario con sorveglianza attiva, quindi verranno contattati due volte al giorno per valutare le loro condizioni fisiche e la comparsa di febbre. Infine, il test per il Coronavirus verrà inserito nella diagnosi differenziale della sindrome influenzale, non solo a Vo' ma in tutta la Regione. 

Cordone sanitario intorno a Vo' Euganeo
E' finita dopo le 20 la riunione dell'unità di crisi convocata all'Usl 6 Euganea di Padova per l'emergenza coronavirus. Le autorità hanno predisposto un cordone sanitario attorno a Vo' Euganeo, paese dove vivono i due anziani trovati positivi al test, con misure straordinarie. In via preventiva si è deciso di far fare il tampone a tutti i cittadini di Vo' Euganeo e a tutti quelli che si presenteranno in tutto il Veneto con sintomi compatibili. In totale quindi almeno 4.200 persone tra cittadini e operatori sanitari dell'ospedale di Schiavonia. Per Vo' Euganeo "si è decisa con ordinanza la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, delle attività commerciali e lavorative, sportive, ludiche e la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Vietate anche le fermate dei mezzi pubblici e deciso l'avvio dello screening a tutta la popolazione".

Conte: eravamo preparati a questa evenienza, popolazione non sia preoccupata
Sui casi di coronavirus in Italia "eravamo preparati a questa evenienza, trattandosi di agenti virali facilmente trasmissibili. La popolazione non deve essere preoccupata, avevamo un piano e lo stiamo attuando. Noi seguiamo con la massima attenzione. C'è una collaborazione tra le autorità sanitarie locali e nazionali, il Governo centrale e i governatori che ringrazio". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al termine del Consiglio Ue straordinario a Bruxelles. "L'ho detto dal primo giorno, noi ci dobbiamo mantenere flessibili per mantenere questa soglia di massima precauzione", ha aggiunto. "Sono state già prontamente adottate le ordinanze di Speranza e di Fontana e tra poco sarà resa pubblica l'ordinanza di Zaia".

Ordinanza del ministero della Salute: quarantena obbligatoria
A seguito della riunione mattutina del comitato tecnico scientifico che ha approfondito le segnalazioni di nuovi casi di Coronavirus Covid-19, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha provveduto "ad emanare una nuova ordinanza", che "prevede misure di isolamento quarantenario obbligatorio per i contatti stretti, con un caso risultato positivo". L'ordinanza dispone "la sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni, con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali". È quanto fa sapere in una nota il ministero della Salute.

Iss: focolaio simile in Germania contenuto in tempi brevi
"È stato confermato dall'Istituto Superiore di Sanità il primo caso risultato positivo all'Ospedale Sacco di Milano. Per la prima volta anche in Italia si sono verificati casi di trasmissione locale di infezione da nuovo coronavirus. La Regione Lombardia in stretta collaborazione con Iss e Ministero della Salute ha avviato le indagini sui contatti dei pazienti al fine di prendere le necessarie misure di prevenzione. Un focolaio analogo si era verificato già in Germania ed è stato contenuto in tempi relativamente brevi". Lo scrive il direttore dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, sul sito dell'Iss. "Le misure di controllo adottate dal Ministero della Salute che prevedono oltre all'isolamento ospedaliero dei casi e alla quarantena dei contati, anche misure di distanziamento sociale nelle zone colpite e sono tra le più restrittive in caso di epidemia - aggiunge -. Una priorità è rappresentata dalla individuazione della fonte d'infezione sulla quale però non c'è ancora certezza. Da questo dipenderà anche la necessità di eventuali ulteriori misure. Il livello di allerta è molto alto e le autorità locali hanno già attuato importanti indagini e misure di controllo in collaborazione con tutte le Istituzioni coinvolte".




Si invitano i cittadini della zona a rimanere in casa
"Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d'Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali": questo è l'invito dell'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, dopo i casi di Coronavirus nel Lodigiano. "Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori - ha aggiunto Gallera - l'indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio".  "È attiva da ieri sera - ha spiegato l'assessore - una task force regionale che sta operando in stretto contatto con il Ministero della Salute e con la Protezione Civile. La maggior parte dei contatti delle persone risultate positive al Coronavirus è stata individuata e sottoposta agli accertamenti e alle misure necessarie".

Negativa donna ricoverata a Piacenza
E' risultata negativa al Coronavirus la paziente ricoverata questa mattina nel reparto di malattie infettive dell'Ospedale di Piacenza, collega del primo paziente risultato positivo, dipendente dell'Unilever di Lodi. Il tampone, analizzato al laboratorio di riferimento regionale del Sant'Orsola di Bologna, ha confermato infatti che la donna non ha contratto il virus.

Si valutano strutture per quarantena
"La protezione civile sta cercando di individuare un albergo, una caserma o una struttura militare per mettere tutte le persone in quarantena". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, di comune accordo con quello alla Protezione Civile, Pietro Foroni, questa mattina in conferenza stampa annunciando la necessità di luoghi "civili o militari" da predisporre per grandi quantità di persone da mettere in isolamento. Al momento sono 250 quelle già individuate - che oggi faranno il tampone - per ricostruire i loro movimenti, ma il numero potrebbe lievitare se, a catena, queste altre hanno avuto contatti con molte altre.

Piano per evitare contagio medici famiglia
Il medico di famiglia che visita un paziente con sintomi sospetti da COVID-19 dovrà essere dotato di sistema di sicurezza: mascherine FPP2 e FPP3, tuta e occhiali (forniti dall'Asl) per evitare di diventare lui stesso soggetto contaminante. Nel caso in cui abbia visitato un paziente risultato poi positivo senza sistema di sicurezza, dovrà essere messo lui stesso il quarantena. A illustrare la dinamica da mettere in campo - già all'attenzione della task force del ministero - è Silvestro Scotti, segretario della Fimmg.

Burioni: occorre quarantena per chiunque torni dalla Cina
​Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili". Lo scrive su Facebook Roberto Burioni, commentando il caso del 38enne contagiato in Lombardia.


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