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Atlantia contro il Governo: fermo degli investimenti in Autostrade, minacciato ricorso a vie legali

Atlantia contro il Governo: fermo degli investimenti in Autostrade, minacciato ricorso a vie legali

Data: 22 Maggio 2020 21:00

Atllantia sfida il Governo congelando gli investimenti straordinari sulla rete autostradale e minaccia di passare alle vie legali, per la questione delle concessioni su cui ancora non si è trovato un accordo, a causa di "gravi danni".

Il Consiglio di Amministrazione straordinario della società dei Benetton convocato per valutare la situazione di Autostrade ha deciso che il finanziamento a sua disposizione di 900 milioni di euro verrà usato solo per le manutenzioni e gli investimenti per la sicurezza della rete, nel rispetto di tutti gli obblighi esistenti. Contestualmente però si è deciso di bloccare tutti gli altri investimenti consistenti in 14,5 miliardi di lavori, di cui 2,9 offerti come forma di compensazione per il tragico incidente di Genova che comprendono 1,5 miliardi di investimenti e riduzione di tariffe per i pendolari, 700 milioni di ulteriori progetti sulla rete e altri 700 per la ricostruzione del Ponte.

In una nota il CdA di Atlantia specifica che "Pur continuando a confidare in una rapida e positiva soluzione della vicenda", rinvia "la realizzazione di altri investimenti una volta rinvenute le necessarie dotazioni finanziarie". 

Ai legali della società viene dato mandato per "Valutare tutte le iniziative necessarie per la tutela della società e del Gruppo, visti i gravi danni" dovuti "all'incertezza sulla revoca e dal decreto Milleproroghe" contenente una norma che cambia il valore dei meccanismi di indennizzo in caso di revoca della concessione con conseguenti difficoltà finanziarie per il Gruppo.

La nota sostiene che non è ancora pervenuta alcuna risposta alla proposta formale inviata dalla controllata Autostrade per l'Italia (Aspi) al ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 5 marzo, che aveva l'obiettivo di trovare una soluzione condivisa relativamente al procedimento di contestazione in corso ormai da quasi due anni. Atlantia spiega che "sta sostenendo tutti gli oneri per la costruzione del nuovo ponte di Genova (ormai completato) e ha immediatamente attivato i risarcimenti a persone e imprese, esternalizzando inoltre il sistema di ispezione delle infrastrutture". Ma "la situazione di incertezza continua purtroppo a protrarsi, pur avendo autorevoli esponenti dell'Esecutivo manifestato pubblicamente, fin dallo scorso febbraio, la propria disponibilità a valutare le proposte di Aspi, e dichiarato inoltre, a fine aprile, l'avvenuta conclusione dell'analisi del dossier", continua la nota.

Non avendo ancora ricevuto una risposta e dopo aver appreso di alcune dichiarazioni del viceministro dell'Economia Stefano Buffagni, per il quale le società della famiglia Benetton non avrebbero diritto ai prestiti garantiti dallo Stato, secondo le norme previste dal Decreto Rilancio, Atlantia ha deciso di reagire.


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