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Tutto fermo per virus, Cirque du Soleil rischia default

Tutto fermo per virus, Cirque du Soleil rischia default

Data: 5 Aprile 2020 09:48

Più trent'anni fa quando Guy Lalibertè, allora mangiatore di fuoco poco più che ventenne, insieme a qualche amico fondò a Montreal il Cirque du Soleil per poi prenderne le redini, non avrebbe pensato che sarebbe diventato un gigante da quasi 5mila dipendenti. Ma anche con un debito di quasi un miliardo di dollari.

La 'sua' creatura, ora in mano a fondi internazionali di grandi dimensioni, è vicina al fallimento, più di 4mila persone le ha già licenziate e il blocco da Coronavirus potrebbe decretarne presto la fine.

La situazione finanziaria del gruppo era molto difficile da tempo e adesso, oltre ad affrontare lo 'stop' di tutti gli spettacoli nel mondo, il gruppo dirigente rimasto deve sostenere anche il possibile rimborso dei biglietti e il rischio di altre penali.

Per questo, secondo Bloomberg, ha avviato contatti con un azionista particolarmente vicino, il canadese Caisse de Depot e Placement du Quebec, che detiene il 20%. Il fondo, che gestisce soprattutto piani pensionistici pubblici, ha le spalle larghe con oltre 240 miliardi di investimenti e non ha smentito i contatti per provare a salvare il gruppo dell'intrattenimento.

Altro azionista è la cinese Fosun, ma la maggioranza è del gigante del private equity Tpg, con circa il 60%. L'impresa non è semplice: Standard & Poor's ora ha abbassato il rating del Cirque da CCC a D, indicando un chiaro rischio 'default'. Alcuni degli artisti usciti in questi anni dicono che forse non è un male che tutto ricominci e pensano che il circo sia diventato un gigante molto lontano dallo spirito originario, con una decina di spettacoli in tournée e un'altra decina di produzioni stabili, ognuna con differenti ispirazioni. Soprattutto a Las Vegas, dove ha raggiunto gli otto spettacoli contemporanei. E' possibile che l'azionista canadese vada in soccorso del Cirque, anche perché l'ultimo 10% l'ha comprato da poco, proprio da Lalibertè.

E lui osserva da lontano. Una decina di anni fa è stato uno dei pochi turisti spaziali, ovviamente miliardari, che hanno raggiunto la stazione orbitale russa Soyuz, poi ha giocato molto a poker on line sotto diversi pseudonimi, guadagnandosi la fama di 'balena', cioè coloro che perdono spesso e molto. Le ultime notizie lo danno nel suo atollo polinesiano di Nukutepipi, dove ha avuto qualche problema con la polizia locale per una coltivazione di marijuana, che lui ha confermato detenere per scopo "medico e strettamente personale".


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